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Psicoterapia & Psicosomatica sorridendo

Articoli dal mio blog sulle notizie dal mondo della scienza e della sanità un po' strane, divertenti o assurde che ho trovato curiosando in giro per il web, o rovistando negli scaffali delle librerie


Arriva il vaccino anti-stress! Vivremo tutti felici e contenti???


Vi ricordate lo scienziato americano Robert Sapolsky, l'autore del bestseller "Perchè alle zebre non viene ulcera?" Le sue ultime ricerche farebbero pensare che sia possibile azzerare gli effetti dello stress cronico neutralizzando l'azione degli ormoni glucocorticoidi con un vaccino "neuroprotettivo". Il vaccino è stato prodotto con le tecniche dell'ingegneria genetica utilizzando il virus herpes. L'equipe dell'Università di Stanford l'ha sperimentato sui topolini e anche se la sperimentazione umana è ancora molto lontana, il Prof. Sapolsky ritiene che sia possibile con questo metodo ridurre il danno neurale causato dallo stress.

 
E' possibile che questa scoperta mandi in soffitta tutte le tecniche di rilassamento, i trattamenti psicoterapici che hanno impostato veri e propri protocolli per insegnare le persone a gestire il loro stress, a migliorare la loro capacità di affrontare le difficoltà della vita...
Che ne pensi?
 
Puoi leggere l'articolo da cui proviene la notizia: http://www.sanitanews.it

Stacanovisti d'Italia, tremate !

Lo si sapeva da sempre che lavorare troppo faceva male alla salute sia fisica che mentale, poteva creare problemi di coppia, allontanava amici, ecc.

Ora a darne una conferma scientifica arriva uno studio britannico che dimostra la correlazione fra l'aumento del rischio cardiaco e il numero di ore dedicate giornalmente al lavoro.

La notizia 
proviene dal sito www.univadis.it ed è contenuta in questo video:

Fatelo vedere ai vostri capi o...ai mariti!

Che ne pensi delle persone super impegnate? Ne conosci qualcuna?

  Una ricerca condotta dal Children’s Hospital di Boston dimostra che gli studi di sperimentazione sui farmaci, finanziati dalle case farmaceutiche hanno l’esito positivo nell' 85% dei casi e soltanto nel 50% quando vengono promossi dal governo. 

Se il trial clinico è condotto da un’organizzazione non profit vi è la probabilità del 72% che venga dimostrata l’efficacia del farmaco, ma la probabilità sale all'85% se l’organizzazione riceve un contributo da parte dell’industria.

I ricercatori hanno esaminato 546 trial effettuati dal 2000 al 2006 che riguardavano farmaci ipocolesterolemizzanti, antiulcerosi, vasodilatatori e, nell’ambito psichiatrico, antidepressivi e antipsicotici.

Gli autori della ricerca dichiarano di non poter definire con precisione i fattori che legano la provenienza del finanziamento e i risultati positivi dello studio.

A me vengono in mente gli esperimenti di Pavlov, di Skinner, le leggi del condizionamento, il rinforzo positivo,… ma ci vuole un’altra ricerca. Chissà se qualche sponsor sarebbe disponibile…

Leggi la notizia pubblicata sul portale sanitanews.it


Uno studio cinese …su misura?

L’uso compulsivo di internet è ormai riconosciuto come una forma di dipendenza che può provocare danni alla salute soprattutto nei giovani.

Uno studio australiano- cinese dimostra la correlazione fra utilizzo patologico di internet e aumento del rischio di sviluppare la depressione negli adolescenti. I ricercatori hanno esaminato più di 1000 studenti dell’età media di 15 anni sottoponendoli ai test all’inizio dello studio e dopo un periodo di osservazione di 9 mesi , mettendo in relazione la quantità di tempo che passavano su internet. I ragazzi con tendenza all’abuso di internet avevano un rischio due volte e mezzo superiore di sviluppare la depressione rispetto ai loro compagni che utilizzavano la rete in maniera non compulsiva.

Gli autori della ricerca propongono uno screening di tutti gli studenti delle scuole superiori ai fini di prevenire e curare i casi ritenuti “a rischio”, affermando che “i problemi di salute mentale fra gli adolescenti comportano un significativo costo personale ma anche alla comunità”.

E’ una notizia seria, in linea con altre ricerche sui gravi pericoli dell’uso improprio delle nuove tecnologie e tocca un problema molto importante: la salute dei giovani.

Il particolare che mi ha colpito è che la ricerca è stata condotta in collaborazione con l'Università cinese SunYat-Sen, a Guangzhou.

Nessuno in Occidente aveva capito che gli sforzi delle autorità cinesi di impedire una libera circolazione in rete, i tentativi di oscurare Google, le misure di censura, facevano parte di una campagna di prevenzione e tutela della salute pubblica dei cittadini cinesi?!

E qual è il modo più efficace per controllare la diffusione dell’epidemia, se non uno screening dei soggetti a rischio?

Siamo sempre noi, gli occidentali, malpensanti e prevenuti!
Leggi la notizia pubblicata su Le Scienze



Un dettaglio trascurabile
...

Già nella Bibblia si racconta di Noè che, scampato al diluvio universale, si dedica alla cura della vigna e ...si prende una bella sbornia. Nonostante questa lunga tradizione della viticoltura, ancora oggi si discute sulle proprietà delle bevande alcoliche e sul loro impatto sulla nostra salute.

Alcuni scienziati considerano l’alcol come una sostanza nociva a prescindere dalla quantità e dal tipo di bevanda e auspicano la sua totale eliminazione dalla nostra vita. Altri invece ne consigliano un uso moderato per prevenire le patologie cardiovascolari.

Mentre il problema dell’abuso di alcol e delle sue gravi conseguenze rimane attuale e pressante, si sprecano le ricerche a favore dell’una e dell’altra tesi. Un esempio è la notizia pubblicata sul portale www.lescienze.it

Si tratta di uno studio effettuato dall’equipe del dott. Charles J. Holaham dell’Università di Austin (Texas) che mette in relazione lo stato di salute ed un moderato consumo di alcol.

I dati ricavati da un ventennio di osservazioni su un campione di oltre 1000 persone hanno portato a conclusioni sorprendenti: sia gli astemi che i forti bevitori corrono un rischio di morte circa del 40% maggiore rispetto ai moderati consumatori di alcol.

Com’è possibile? Il mistero sembra dipanarsi un po’ quando leggiamo le caratteristiche degli astemi inclusi nello studio: ex-bevitori, obesi, fumatori, depressi, ecc. Con tutti questi fattori, che fossero o no astemi…era davvero determinante?



Le pulizie di casa possono diventare una nuova forma di terapia?

Se lo chiede lo psichiatra Robert T. London in un articolo pubblicato su www.univadis.it.

Il dott. London parte dall’osservazione che sono in notevole aumento le richieste di aiuto da parte di persone che lamentano la disorganizzazione nella loro vita quotidiana, sono in preda alla confusione, vivono nel caos, soffocati dal disordine in casa e al lavoro. La tendenza ad accumulare vari oggetti,ad ingombrare spazi, ad ammucchiare qualsiasi cosa è spesso presente nel Disturbo Ossessivo Compulsivo, ma “l’accaparramento” si può riscontrare anche nei malati di schizofrenia, abuso di sostanze, anoressia, autismo e di altre patologie psichiatriche, tanto che il nuovo manuale DSM-5 comprenderà probabilmente anche un Disturbo da “accaparramento”.

L’autore descrive una nuova categoria lavorativa, sempre più popolare negli USA: gli organizzatori professionisti che, accanto ad esperti in medicine alternative, maestri di yoga e nutrizionisti, vengono interpellati da persone che soffrono di …una vita incasinata. Il compito degli organizzatori è quello di aiutare i clienti a mettere in ordine, ripulire passo dopo passo l’ambiente in cui vivono e lavorano. Il dott. London nota inoltre che le strategie utilizzate da questi professionisti assomigliano a tecniche cognitivo- comportamentali e conclude che “non possiamo ignorare questi esponenti di discipline e di formazioni diverse che per ragioni lavorative hanno a che fare con i potenziali disturbi mentali”.

La mia immaginazione a questo punto evoca scenari apocalittici. Nel Bel Paese, dove il pezzo di carta conta più delle reali competenze, già vedo la pioggia di denunce contro le colf per l’abuso delle professioni sanitarie, seguita dal pullulare di scuole, istituti, enti ed associazioni che organizzano i corsi di formazione per un ambito diploma di “Assistente domestica esperta in tecniche riabilitative di risistemazione ambienti casa/ufficio”.

Suona bene, vero?



Sei pigro? Colpa dei tuoi geni!

Le ricerche sul genoma umano progrediscono velocemente svelando le basi ereditarie di molte patologie, ma anche dei comportamenti umani che finora venivano considerati come espressione del carattere o del temperamento di un individuo.

Per esempio, l’attitudine all’esercizio fisico o la preferenza per un pisolino sul divano sembrano anch’esse geneticamente trasmesse.

Lo dimostra la ricerca condotta dal dott. Thodore Garland Jr, biologo dell’Università californiana Riverside, che ha studiato diverse generazioni di cavie allevate in modo selettivo, evidenziando che i topi che preferivano la corsa generavano la prole con la stessa preferenza.

Il dott. Garland ipotizza la possibilità di un intervento farmacologico per incrementare il livello di fitness, affermando che”in futuro il farmaco potrebbe rendere più piacevole ad alcune persone l’impegno nell’attività fisica e alle altre far percepire meno confortevole l’immobilità protratta nel tempo”.

La notizia proviene dal sito dell’Università Riverside. Guardatevi anche il video del dott. Garland che illustra i risultati del suo lavoro.

Quindi un giorno, forse, ci sarà una pillola per il tennis, la palestra, il footing ecc… Nel frattempo a noi pigri non resta che usare la forza di volontà e ...il buon senso.

Attento a come sorridi!

“Lei sorride con gli occhi” diciamo spesso di chi ha un bel sorriso, aperto e radioso. E’ un modo di dire che ha una solida base scientifica. In un sorriso sincero e spontaneo sono coinvolti oltre ai muscoli della bocca (zigomatici), anche gli orbicolari situati attorno agli occhi. I muscoli orbicolari, contraendosi abbassano le sopracciglia, sollevano le guance, causando così la comparsa delle piccole rughe agli angoli degli occhi.

Il sorriso finto, “di circostanza”, deriva dalla contrattura volontaria dei soli muscoli zigomatici maggiori che alzano gli angoli delle labbra. Visto, che l’azione dei muscoli orbicolari è involontaria, osservando il contorno degli occhi di una persona che sorride, possiamo capire se il suo sorriso è autentico o fasullo.

Questa scoperta del neurologo francese dell’ottocento Guillaume Duchenne de Boulogne permette anche di prevedere la qualità della vita delle persone in base al loro sorriso.

Dacher Keltner e Lee Ann Harker dell’Università della California hanno esaminato le foto di cinquant’anni fa scattate alle150 sorridenti studentesse di un collegio nel primo giorno di scuola. Le ragazze partecipanti alla ricerca fornivano nei successivi 50 anni le notizie sulla loro vita. Le conclusioni di questo studio stabiliscono che le partecipanti che sulla foto mostravano un sorriso autentico, avevano molte più probabilità di contrarre un matrimonio duraturo, di essere più sane e felici nel corso della loro vita!

Questa notizia, e molte altre interessanti, troverete nel libro dello psicologo inglese Richard Wiseman “Quirkology” Ed. Adriano Salani spa, Milano 2009.